Ecco, la Costituzione Italiana pare esser destinata alla stessa sorte. Chissà, magari tra un paio di anni i bambini, invece delle classiche stor
ie di Biancaneve o Cappuccetto Rosso, si sentiranno raccontare la storia di questo leggendario "libretto" che una volta, molto tempo fa, conteneva i principi fondamentali che reggono uno Stato: dai diritti e doveri dei cittadini all'ordinamento del Governo, fino all'affermazione dell'uguaglianza tra uomo e donna.Non che oggi questi famigerati "articoli" siano presi poi così sul serio. Un osservatore critico e oggettivo che si trovi ad osservare la situazione Italiana, con in mano proprio la nostra Costituzione, inizierebbe a ridere sin dall'articolo 2: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo", ovvero uguaglianza, libertà, diritto alla cittadinanza e così dicendo. C'è bisogno di commentare?
Sempre il suddetto osservatore, che io immagino come un uomo serio, dedito allo studio e poco al divertimento, avrebbe una vera e propria crisi di risate leggendo l'articolo 3: "Tutti i CITTADINI hanno PARI DIGNITA' SOCIALE e sono EGUALI davanti alla LEGGE, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese."
Questo articolo, che a mio avviso è uno dei più belli (perchè la nostra Costituzione, come quasi tutte le favole, è bella), è anche uno dei più costantemente calpestati. Mi viene in mente un certo Lodo Alfano, ma forse ho sbagliato io a leggere. Secondo quanto citato sopra, tutti i cittadini, politici e operai, premier e banchieri, attori e prostitute, sono perfettamente uguali dinanzi ad un tribunale. Così come è uguale un musulmano da un cristiano.
Decisamente ho confuso Stato.
Il nostro osservatore però, una volta tornato serio, continua a scorrere tutti i vari articoli, fino al numero 19:" Tutti hanno diritto di professare LIBERAMENTE la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purchè non si tratti di riti contrari al buon costume"
Sogno oppure a Milano la Lega regalava panettoni e vino dolce a tutti i cittadini che firmavano contro la costruzione di una nuova moschea?
Sogno sempre, oppure qualche noto personaggio politico continua a dichiarare che i musulmani ci stanno invadendo, e che costruire moschee e permettere a loro di pregare è il primo passo per una "sottomissione"?
Passiamo oltre, è meglio. Il nostro acuto osservatore adesso sta leggendo l'articolo 11 che recità così:"L'Italia RIPUDIA LA GUERRA COME STRUMENTO DI OFFESA ALLA LIBERTA' DEGLI ALTRI POPOLI e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali "
E i soldati in Afghanistan?Ah già, "missione di pace". Ops, che errore.
L'articolo 21, poi, è una vera chicca per bongustai: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione. La stampa NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE ".
Ovvio.
Il nostro osservatore potrebbe poi continuare a sbellicarsi dal ridere leggendo i vari articoli 37, 38,48,139 e così via.
Ma non può certo morir dalle risate, è un uomo serio, lui!Serio e soddisfatto: ha finalmente trovato una fiaba da far leggere ai suoi figli in una fredda sera d'Inverno. Con una sola eccezione però: questa non pare avere un lieto fine.
Francesca Cimò
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