Caro Futuro,
certo che ci vuole coraggio per poter credere ancora in te. Eppure, sin da quando ero bambina, mi hanno sempre incoraggiato ad aver fiducia, a pensare che un giorno, nel Futuro, si sarebbe sistemato tutto.
Dopotutto un pò di quella speranza c'è ancora nel mio cuore, ma si affievolisce ogni giorno di più. Siamo persone, viviamo di emozioni, sogni e speranze, eppure non riusciamo, non riesco, a credere in te. Ironia della sorte.
Quando qualcuno si trova ad affrontare una situazione delicata, tremendamente stressante, triste, subito pensa a te, al Futuro. Si fa forza grazie al pensiero che un giorno tu risolverai tutto, un giorno, sicuramente, grazie a te andrà tutto meglio. Sei, per certi versi, peggio di un Dio. Non possiamo non credere in te, eppure spesso non esaudisci neanche una piccola briciola dei nostri desideri.
Sei fugace come il vento tra gli alberi, sei silenzioso. Non ci accorgiamo di vivere in te ogni giorno.
E, di certo, questa società non ci aiuta ad aver fiducia. Questi "anni zero", come li hanno chiamati, hanno visto eventi catastrofici, devastanti. Farebbero perder il sorriso anche a un bambino dinanzi a un distributore di caramelle giganti.
Ti rendi conto che noi, noi giovani, siamo il Futuro di questo mondo?Come possiamo migliorare questa società, questo Stato, questa vita, se prima di tutto non crediamo nelle nostre capacità, se non crediamo in te?
Dal 2000 ad ora, 30 Dicembre 2009, hanno portato via tante di quelle speranze. Ci vuole passione per poter credere ancora in te, passione e forza di volontà, ma a volte questa viene meno.
Io ho passione per quel che faccio, ho forza di volontà, eppure a volte mi sembra di non riuscire a concludere niente, solo aria. Sembra che tu voglia per forza sopprimere ogni sforzo delle persone che, come me, costantemente mettono tutta la loro essenza in quel che fanno.
Futuro, ma tu esisti?Esisti o sei solo un riadattamento del passato?Dovremo abituarci all'idea di convivere ogni giorno con guerre sempre più ingiuste e dannose, sprechi di denaro devastanti, distruzione della natura sempre più frequente, oppure ci resta ancora uno spiraglio di luce?
Come vedi ho tante domande, ma nessuna risposta.
Se penso ad un bambino ucciso in mezzo a degli scontri tra civili e soldati in Afghanistan, mi dico che no, non c'è futuro, non può esserci un futuro migliore di questo presente in una terra ingiusta come questa.
Se, invece, penso alla mia famiglia, ai miei amici, alle persone che anche con un semplice sguardo riempiono la mia vita giorno dopo giorno, quel piccolo spiraglio si riapre, e timidamente entra un raggio di flebile luce.
Fondamentalmente non è con te che sono in collera, Futuro , quanto con i "grandi capi" che distruggono tranquillamente giorno dopo giorno ogni splendida cosa di questa terra, di questa Vita, noncuranti del fatto che, un giorno, noi ci troveremo a dover fare i conti con i loro errori.
E' il menefreghismo, l'indifferenza, che ci distrugge.
Il pensare che, se non sono io a pagarne direttamente le conseguenze, posso benissimo commettere il più atroce dei crimini.
Mi piacerebbe, un giorno, che tutti i bambini e i giovanissimi a cui voi state togliendo tutto, dalla famiglia alla casa, o per motivi "bellici", o per pigrizia, si presentassero davanti alla loro casa. Forse allora riuscirebbero a vedere nei Loro occhi quello che non riescono a vedere quotidianamente: la distruzione.
Francesca Cimò
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