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DO YOU LIKE IT? Impressione sul blog a primo impatto..

venerdì 9 aprile 2010

'Cordiali saluti democratici..'

Sono questi, i "cordiali saluti" di Renata Polverini, la neo-governatrice del Lazio.
Forte di una larga vittoria nei confronti della rivale Emma Bonino (circa 0,7 punti percentuali), la neo-governatrice saluta il popolo laziale in modo molto simpatico, osiamo dire "d'altri tempi".
Eh si, sembra quasi che il tempo, per qualcuno, non sia passato.
Guardando la scena dall'alto, senza prendere alcuna posizione, c'è da rimanere sgomenti di fronte a un gesto che (in teoria, e purtroppo solo in teoria) dovrebbe essere punito: parla la legge, parla la Costituzione.
Serve per smuovere le coscenze, per diffondere immagini che ovviamente i nostri media usuali non mandano.. (gli altri no, ma noi si, e comunque ci scusiamo per la brutta immagine pubblicata).
Immagine che ha fatto, comunque, il giro della rete, generando scalpore.
Adesso, vorremo agire d'astuzia: da un lato, la "denuncia" nei confronti dei cosiddetti "rigurgiti" fa sempre bene.. dall'altro però, a nostra volta, potremmo (involontariamente) assecondare questa vergogna.
Noi puntiamo sulla prima.
Qualcuno, a proposito di queste elezioni (elezioni?) ha dichiarato espressamente: "Nel Lazio ha vinto la democrazia".
A questo punto, penso che, oltre alla scarsa conoscenza della Costituzione, ci sia un'altrettanta scarsa conoscenza del termine "Democrazia", e questa non è una bella notizia.. per tutti noi.
Riflettiamo e non dimentichiamo.

L'Occhio del Ciclone cresce.. si apre sempre di più..

Proprio così.
L'Occhio del Ciclone inizierà solo adesso a stupirvi.. perchè sì, è un progetto serio ed ambizioso.
Tanto per mantenere le promesse, presto ci allargheremo, andando a scoprire nuovi orizzonti d'informazione, sondando nuovi terreni fertili.. alla ricerca della felicità, la vostra.. nel poter interagire con noi.
L'Occhio del Ciclone_Blog d'Informazione avrà una voce, una vera voce..
Saremo presenti in radio.
Un progetto ambizioso, che ha già messo le proprie radici, e presto avrà inizio.
Un progetto che, teniamo a dirlo, è soltanto all'inizio..

lunedì 5 aprile 2010

Tra trasformazioni, Rivoluzioni, nuove idee e...

Tra tutto questo, L'OCCHIO DEL CICLONE c'è, esiste sempre, ha ancora la propria voce.
E' normale, inevitabile che sia così.. per far crescere dei grandi progetti spesso siamo costretti a rallentare il proprio passo, concedendo la maggior parte del nostro tempo altrove, fuori dagli schermi del pc.
Mesi di "riflessione" sul da farsi, sul progetto che intendiamo portare avanti.. mesi che hanno dato i loro frutti: nuovi collaboratori, nuove idee per il futuro.. tutto questo passerà da quì.
E voi sarete sempre più protagonisti.
Le idee sono ambiziose, è giusto dirlo.. ma rispecchiano le nostre possibilità.. e, con oculatezza e precisione, riusciremo sicuramente a farle nascere.
Senza entrare nello specifico.. ci sarà un maggior ordine, notizie e articoli sempre più aggiornati, frequenti e in numero maggiore, e soprattutto ci sarà un nuovo media, che andrà "oltre i classici articoli del blog"..non possiamo aggiungere altro, per ora.
Quello che possiamo, e che posso dire, è che presto..molto presto, l'Occhio del Ciclone avrà molto più da dire, facendosi spazio nel vasto mondo dell'informazione indipendente del web attraverso nuovi canali tematici e interattivi.
Naturalmente con voi, sempre più protagonisti.
Nonostante tutto, l'Occhio, durante questi mesi, è riuscito comunque ad osservare...


Dimitri Rossi

venerdì 8 gennaio 2010

Ma i campioni sono fortunati?

Essere campioni non è una cosa facile. E' già difficile essere normalissime persone, che lavorano ogni santa mattina e che tornano a casa la sera affaticati e stanchi, ma essere un campione, reggere il peso del gossip e dei paparazzi, sapere che il corso del tempo avrà la meglio sul talento, non è semplice. Non mi sognerei mai di dire "poveri campioni", eppure non riesco a desiderare fino in fondo di guadagnare come loro, di avere le loro stesse possibilità e la loro stessa fama. Col termine "campioni" non intendo certo le soubrette o gli opinionisti, né tantomeno i musicisti e gli scrittori. Mi riferisco, molto più semplicemente, ai grandi campioni sportivi, e, ancora più in particolare, ai calciatori.
A volte, mentre li guardo giocare e sento i cori dei tifosi, cori pieni di odio e idiozia, penso che queste persone debbano sopportare davvero molto, forse troppo. Poi c'è chi si scervella per cercare di capire come mai una grande promessa del calcio passa le serate a fare festini a base di droga e alcool, rovinandosi miseramente. Certo, il pensiero degli svariati milioni di euro guadagnati è sicuramente un ottimo monito, ma ricordiamoci che,ancor prima di esser campioni, essi sono persone.
In questi giorni si è parlato molto di Mario Balotelli. Attaccante dell'Inter, nato a Palermo, classe 1990, "nero".
Di lui, soprannominato "Super Mario", si dicono le cose più contrastanti. Eto'o dice di non aver mai visto un giovane così forte nella sua carriera, Totti un pò di tempo fa lo criticò per aver mancato di rispetto ai tifosi della Roma. La mancanza di rispetto in effetti è una critica che molto spesso gli fanno, critica a mio parere giustissima. Cosa dire però dei tifosi che puntualmente, ad ogni partita, gli rinfacciano il suo colore della pelle? Sembra che nel 2010 essere italiani e "neri", non sia possibile. Eppure Balotelli stesso ha dichiarato di sentirsi Italiano, e lo ha pure dimostrato, rifiutando di giocare in una partita con la nazionale Ghanese, che lo aveva convocato l'allora 7 Agosto 2007, proprio per non precludersi la possibilità di giocare nella Nazionale Italiana.
Balotelli sarà pure antipatico, nessuno ha mai detto il contrario, ma a mio avviso stiamo perdendo di vista le cose davvero importanti. Non voglio fare buonismo, l'atteggiamento di Balotelli è irrispettoso e per certi versi odioso, ma le critiche che sento tutti i giorni non sono critiche al suo carattere. "Un negro non può essere italiano", "Balotelli torna a mangiare banane", "Nero di m.." e altre carinerie varie, questo è quello che sento. Poi, se disgraziatamente lui insulta i tifosi veronesi, che hanno passato una partita ad infamarlo, è il caos. Multa, sospensione e così via. Cose peraltro giustissime da fare, perchè ricordiamoci che esiste sempre una sorta di "codice" dei calciatori, come disse lo stesso Totti.
Non dimentichiamo poi l'età di Super Mario: 19 anni. Ha solo un anno in più di me. Pensate che a 19 anni le persone siano mature, in grado di sopportare, annuire e passare sopra a tutte le discriminazioni?No, no di certo.
La cosa che mi stupisce è che a criticarlo maggiormente sono i ragazzi.E, cosa ancor più grave, si critica un fatto fisico, un qualcosa che mai potrà cambiare e che di certo non è limitativo alla sua bravura: il colore.
Se penso che pochi giorni fa è iniziato il 2010 mi demoralizzo.

domenica 3 gennaio 2010

Voglia di scrivere!

Tralasciando il ritornello, abbastanza scontato nel suo significato - non che sia superficiale, dico solo che la comprensione non è complessa - la canzone "In Italia" di Fabri Fibra feat. Gianna Nannini è molto più profonda di quel che sembra ad una prima occhiata.

Artista particolare che con questa canzone si è ingraziato i miei giudizi - non che sia un critico musicale, però potrei divertirmi qualche volta a fare due pensieri su diverse canzoni.

In particolare, "In Italia" mi è stata molto utile mentre andavo in treno, luogo magico per comprendere a pieno canzoni che hanno uno sfondo concreto; Mi ha fatto vedere cosa realmente la canzone intendesse, e lì si è aperta una denuncia così forte che mi ha spinto a scrivere addirittura qualcosa su questo pezzo. Inizia subito con:

"
pistole e Macchine, in Italia
Machiavelli e Foscolo, in Italia
"
Sono Versi molto importanti e decisamente forti. Per comprenderli a pieno e non vederli come un semplice elenco di cose riscontrabili nel Belpaese - come avevo fatto io all'inizio - è necessario fare unpiccolo sforzo, leggero, che collega subito Machiavelli e Foscolo, insieme: sono icone culturali, due facce note; Che siano precedute da altre due cose, Pistole e Macchine, non è un caso, come non è un caso che la Pistola sia l'archetipo di arma da portarsi dietro ( in America ci sono al supermarket!! ) e la macchina il simbolo della società odierna Italiana, dove ora come ora c'è il più alto rapporto di auto pro Capite in Europa; E' da intendersi che le auto del testo sono intese come quelle dalle grosse cilindrate e dai cerchioni sfavillanti. E' una fotografia che lui scatta, oggi la Cultura è quella, non più la letteratura, dice.
E il Verso successivo:

"
I Campioni del Mondo sono in Italia
"
Questa affermazione invece si lega alla precedente. Una volta espertavamo Machiavelli e Foscolo, oggi siamo visti come i Campioni del Mondo;

I Versi dopo sono autoesplicativi, si parla della malavita, della malasanità, e delle superstizioni popololari, in maniera - devo dire - abbastanza grossolana, ma il botto di chiusura si ha alla fine, quando cantano:

"
le ragazze corteggiate, In Italia
le donne fotografate, In Italia
le modelle ricattate, In Italia
impara l'Arte, In Italia
gente che legge le carte, In Italia
assassini mai scoperti, In Italia
volti persi e Volti certi, In Italia
"

A prima vista questa strofa può sembrare più o meno musicale, ma all'inizio abbiamo subito un'escalation, paragonabile a quella che si ha in ogni ambito, che dalla norma arriva all'esplosività di una cosa nociva, dopo di che subito una raccomandazione: consiglia di saper far bene una cosa, e dopo l'esempio di quella che legge le carte abbiamo il malfattore che non si è fatto scoprire, e in chiusura ci ricorda che queste cose passeranno, mentre resteranno sempre le solite persone, In Italia.

In conclusione questo articolo non è che abbia un senso, avevo soltanto voglia di scriverlo e mi è sembrata una bottiglia simpatica e originale da rompere sullo scafo del Blog al varo!!

Spero abbiate apprezzato (:

giovedì 31 dicembre 2009

La legge è uguale per tutti, ma i Fantastici 4 sono più uguali degli altri

L’approvazione di una legge castale (quale il Lodo Alfano) avrebbe costituito l’inizio della fine per un Paese definito democratico, e la formazione di un gruppo di protetti, immuni da un qualsiasi processo attuale, sarebbe stata la beffa – oltre all’evidente danno – nei confronti della giustizia e della legittimità.

Ricordiamo sicuramente che il 7 ottobre i quindici giudici della Corte Costituzionale definirono il Lodo “illegittimo, poiché viola gli articoli 3 e 138”.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali dinanzi alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni sociali e personali”: è proprio questo che i “Grandi Quattro” dello Stato (i ben noti presidenti di Camera, Senato, Consiglio e Repubblica) andavano a minare con le loro pretese di impunibilità temporanea, basate proprio sul ruolo rivestito dalle alte cariche – vale a dire sulla loro condizione sociale.

È interessante notare che l’immunità riguardi anche i processi avulsi da un contesto politico, intendendo quindi anche i delitti definiti “comuni”. Molto pragmaticamente, non sarebbe stato possibile procedere legalmente nemmeno se uno dei Fantastici avesse messo fuori gioco un oppositore, preso a botte un islamico, tentato di corrompere un magistrato, un giudice o un testimone in vista di un processo, questo sospeso fino alla fine del suo mandato.

Non è così, ad esempio, negli Stati Uniti (e generalmente nei Paesi occidentali che possono definirsi democrazie), in cui il Presidente, durante la sua carica, può chiedere ufficialmente la sospensione di un processo a causa degli impegni politici, ma solo ed esclusivamente se il reato attiene alla cosa pubblica. Una dimostrazione è quella che la Corte Suprema Americana diede nel 1997, quando negò il diritto di sospensione a Bill Clinton, accusato di molestie sessuali verso Paula Jones, proprio perché la vita privata di Clinton non riguardava minimamente l’andamento degli USA.

Quella Italiana è dunque una situazione sui generis in cui l’uomo cittadino e l’uomo politico si fondono completamente, stravolgendo i principi sui quali entrambi dovrebbero basarsi, creando un’entità inattaccabile e assolutamente illegittima.

Non la pensa così Silvio Berlusconi, che in un momento di composto e dignitoso sdegno (ossia dopo la sentenza sul Lodo) non ha per nulla esitato a scagliarsi contro tutto e tutti, affermando di essere il bersaglio di un’organizzatissima “minoranza rossa”, comprendente il 72% della stampa, la televisione, i comici, i magistrati della Corte e Napolitano stesso, “che sapete tutti da che parte sta”.

In effetti, sono innegabili le rette e giuste intenzioni del premier, che giustamente – con un’eventuale approvazione del Lodo Alfano – avrebbe potuto difendersi dai giudici di sinistra, intenzionati a perseguitarlo intentando ennesime azioni giudiziarie, ovviamente fittizie. Questo lo avrebbe portato a svolgere il proprio mandato con enorme difficoltà, andando a nuocere direttamente a noi cittadini Italiani mentre “Pius Silvius” non avrebbe potuto nemmeno tutelarsi adeguatamente, a causa delle ingenti responsabilità di un presidente del Consiglio. Uno dei tanti, troppi patetici vittimismi che stonerebbero anche se riferiti ad un eroe ingiustamente sconfitto.

Ed è proprio la parte dell’eroe ferito nell’orgoglio che i sostenitori del premier cercano di fargli calzare a pennello. In primis Bossi, che ha affermato, intimamente e visibilmente affranto: "Nonostante tutto, andiamo avanti", quasi fosse stata un’offesa nei loro confronti, e non verso il diritto, che persino l’ultimo dei giuristi avrebbe visto minacciato da un comportamento che a detta di molti richiama, sotto troppi aspetti, l’affermazione della dittatura Fascista.

In definitiva, il Lodo Alfano sarebbe stato un’ulteriore agevolazione, stavolta politica, per una ristrettissima cerchia di eletti che, com’è certamente noto, gode già di numerosissimi “diritti-extra” ed esenzioni – cosa che, di per sé, costituisce un incomprensibile e del tutto inaccettabile paradosso tipicamente Italico.

La Corte Costituzionale ha svolto pienamente il suo dovere di organo di garanzia – sebbene la decisione presa a maggioranza abbia suscitato non poche critiche e perplessità, riscontrando “solo” un 9 a 6 per i contrari – e gran parte dei rappresentanti della destra Italiana ha di fatto accettato e riconosciuto la validità della sentenza, senza lasciar troppo spazio ad insinuazioni e condanne gratuite.

Molti hanno accolto questa come la prova che la legalità e la giustizia vengano ancora, almeno in parte, riconosciute come tali. Forse si può ancora attendere, prima di togliere dai tribunali la bella scritta a caratteri cubitali “La legge è uguale per tutti” e di sostituirla con il nuovo motto “Meno male che Silvio c’è”.

mercoledì 30 dicembre 2009

Un altro dvd è possibile

"Viviamo sulla terra. Non abbiamo altro. La stiamo distruggendo. Che fare? L'ho chiesto ai massimi esperti mondiali. Mi hanno parlato per ore del presente e del futuro. Di come salvare la terra per i nostri figli i nostri nipoti. Ho raccolto le loro testimonianze in questo documentario. Chi lo vedrà non avrà più alibi." [Beppe Grillo]
Terra Reloaded. Il DVD che cambierà il mondo.
Poteva essere questo un ottimo pay-off se avessi scritto questo post prima di aver visto il video. Ma visto e considerato che una recensione è sempre postuma, l'uso del passato non è un errore.

Leggendo la frase che si trova sul sito creato appositamente per il lancio del dvd, sembrerebbe che questo documentario debba svelare chissà quali “verità”. Invece niente di nuovo sul fronte ambientale, parafrasando il romanzo di Erich Maria Remarque del 1929. Assolutamente niente. Non c'è un punto nel dvd che lasci allo spettatore “mediamente informato” la sensazione che da questo documento ne possa ricavare qualcosa di interessante. Perché uno dei punti principali è proprio il target di un documento come Terra Reloaded: non serve essere esperti di marketing o di pubblicità per capire che chi ha intenzione di guardarsi questo dvd – io l'ho trovato come file torrent in rete (il perché poi ve lo spiegherò in seguito) – è una persona che più o meno sa cosa aspettarsi durante l'evolversi di questa sorta di conferenza in differita. Quindi siamo davanti ad un tipo di target che è, appunto, mediamente informato su quali siano i danni del cambiamento climatico, quali i principali fattori inquinanti e quali – eventualmente – le possibili soluzioni. Per cui, per questo tipo di target, un dvd del genere (alla “modica” cifra di 16€) credo sia assolutamente inutile. In particolare poi, credo che faccia poca presa proprio sul target a cui più fa riferimento, che è poi il target principale di Grillo e cioè sui giovani, perché noi giovani fin da piccoli abbiamo sentito parlare di ambientalismo, di problemi legati all'inquinamento et similia, per cui per quei giovani che si informano – lo ripeto – non si trova poi molto materiale che non sia già stato in qualche maniera assimilato.

Fossi nel nuovo “Santone dell'Opinione Pubblica Lobotomizzata” eviterei trionfalismi auto-celebrativi, ma questa è solo una considerazione personale. Non entro nel merito di quel che viene detto nel documentario, per il semplice motivo che avendo di fronte studiosi ed intellettuali globalmente riconosciuti del calibro di Jeremy Rifkin, Joseph Stiglitz, Wolfgang Sachs e gli altri non c'è niente da eccepire, quel che viene detto corrisponde esattamente alla terribile situazione in cui il pianeta si trova.
Voglio invece soffermarmi su due spunti: il video – come si vede in apertura – è prodotto dalla Casaleggio Associati, guardacaso la stessa società che si occupa della gestione del personaggio Grillo (commercializzazione del personaggio innanzitutto) in associazione con Greenpeace, almeno stando a quel che dice il guru genovese. Però guardando il video non c'è neanche il minimo riferimento a Greenpeace! Mi immaginavo che almeno nei titoli di coda un microscopico “in association with” ci fosse, e invece no! Per cui mi viene da pensare che questo tipo di collaborazione sia abbastanza sbilanciata verso il gruppo di lavoro del nostro. Domanda cattivella: sapendo che Greenpeace – come lo stesso Grillo ci dice in una puntata di 168, il suo programma su YouTube – vive delle sovvenzioni dei suoi sostenitori, quanto incasseranno loro e quanto incasserà la Casaleggio Associati? Non è che il dvd “amico dell'ambiente” è solo un altro modo di far cassa confidando in quel particolare tipo di target che crede che guardare dvd e farsi portare in piazza sia “protestare” e cercare di cambiare il mondo?

E qui arriviamo al secondo punto che mi dà da pensare: io non so come venga prodotto un dvd, però mi chiedo se portare avanti battaglie per la salvaguardia del pianeta continuando a produrre libri (cioè a tagliare alberi per la carta, a meno che non si utilizzi la carta riciclata...) o comunque supporti “fisici” - come appunto il dvd – non sia antitetico alla battaglia che si vuol combattere. Io sono cresciuto nel “humus culturale” del movimento altermondialista, che vede alla voce “anti-globalizzatori” un signore di nome Richard Matthew Stallman, hacker e attivista che si è sempre battuto contro il copyright.
Le due cose – dvd e copyright – che apparentemente nulla hanno a che fare tra di loro, vedono un punto di connessione sul concetto della circolazione della Cultura, come evidentemente è questo dvd (che una volta si sarebbe chiamato “divulgativo”). Ora: per quale motivo io devo pagare 16 euro per un documento che – secondo chi l'ha prodotto – è di interesse addirittura internazionale? Questo è solo uno tra i tanti esempi che si potrebbero fare sulla necessità di una circolazione della Cultura che sia veramente free. Lo stesso Rifkin ad un certo punto ci ricorda che noi giovani siamo nati nell'epoca della Rete, di Youtube, facebook, dei blog etc etc, perché non usare questi canali per una divulgazione scientifica così importante? E questo può essere fatto anche per i libri, i filme tutto quel materiale che ha carattere di interesse nazionale e/o internazionale. Qualcuno potrà obiettare che il prezzo di un prodotto viene stabilito – anche – come recupero delle spese sostenute per la sua creazione. È il fondamento dell'economia d'altronde, niente da eccepire. Ma stiamo parlando di un metodo vecchio. Pensiamoci un attimo: più o meno tutti abbiamo un pc in casa, e più o meno tutti disponiamo di una connessione alla Rete più o meno veloce (questo non è rilevante ai fini di quel che sto dicendo...), giusto? Quindi qual'è la differenza tra andare a comprare un dvd, un libro, un cd e comprare quello stesso prodotto non nella sua forma “famosa”, ma digitalizzato in internet? Si può avere lo stesso identico prodotto, della stessa fattura, ma senza il supporto originario, così da avere due vantaggi: in termini economici perché ci sarebbero meno costi da fronteggiare (ad esempio verrebbero meno tutti i costi legati all'impaginazione, alla creazione “fisica” di libri e supporti magnetici) ed in più, non dovendo spostare fisicamente il prodotto, si eliminerebbero tutti quei costi legati alla produzione ed al trasporto da un punto ad un altro di quel che si è acquistato, così da avere anche un ritorno “verde” in termini di minor inquinamento (portato ad esempio dai gas di scarico dei camion che distribuiscono il dvd in questione).

Questo, secondo me, sarebbe un primo passo per una vera “rivoluzione amica dell'ambiente”. O sbaglio?


Andrea Intonti

Soddisfazioni...all'estero!

Pochi giorni fa, sfogliavo il giornale e la mia attenzione è stata catturata da un articolo di medicina: "siamo sulla buona strada per sconfiggere il "Glioblastoma"(il tumore al cervello più comune e maligno) anche se per ora è stato bloccato sui topolini da laboratorio, fra qualche anno troveranno un rimedio anche per l'uomo..." . A quel punto ho pensato: wow! finalmente una bella notizia per la scienza Ital...eh no, si trattava della scienza Americana, per la quale lavorano scienziati ITALIANI!
Italiani! ..ragazzi, Italiani! ..e perchè fuggono in America, abbandonando la dolce e calda terra Italiana? ...manca qualcosa? ...oh sì, lo sapete cos'è che manca: adesso rischiamo di tornare tutti sullo stesso argomento..se manca qualcosa, ce lo andiamo a prendere! In questo caso? Le brillanti menti italiane, giustamente sono andate all'estero "abbandonandoci"...e i meriti?! I meriti vanno a chi se li è conquistati: in questo caso ad Obama, che ha finanziato i nostri connazionali!
A questo punto inizio seriamente a pensare che siamo un popolo intelligente, insomma di italiani che hanno rivoluzionato il mondo ce ne sono stati parecchi alla fine. Alt! torno un attimo indietro..quell' "intelligente" non mi piace molto...almeno credo stoni un po' di questi tempi..tornando al passato, sì l'Italia era davvero invidiata dal punto di vista "scientifico e letterario". Dante, padre della letteratura Italiana, famoso in tutto il mondo, direi mente al quando sveglia per immaginarsi un oltretomba come "La Commedia" , ogni cosa organizzata nei minimi dettagli..tutto per trovare una soluzione alla situazione politico-religiosa che tormentava Firenze..no, dico, ma vi sembra che sia cambiato qualcosa dal 1300 ai nostri tempi? ...Dante diciamo che è "fuggito" con il pensiero, scrivendo probabilmente si è rifugiato in un'altra dimensione, astratta per quanto mi riguarda, il cui fine sarebbe stato quello di farci R I F L E T T E R E , e credo che per essere riuscito a far riflette tutto il mondo, non solo Firenze, sia stato davvero un genio! Sì, sono di parte, adoro "La Commedia", ma quindi dovrei ridurmi alla stessa vita di Dante anche io? ...mmmm!
Fibonacci, grande matematico pisano, che si è scoperto la Successione di numeri che prende il nome dall'omonimo, probabilmente annoiato dalla vita monotona che conduceva ha iniziato a teorizzare leggi che si interessassero dello sviluppo delle popolazioni di conigli, così contando le coppie dei deliziosi animaletti ha reso possibile l'elaborazione elettronica dei dati, compositori e musicisti come il grande Puccini loro stavano a casa propria, tutti artisti Toscani, tutti di grande fama, evidentemente qui c'è un buon vento, o meglio c'era sicuramente fino al secolo scorso..perchè noi per poter metterci in gioco e scommettere sulle nostre possibilità dobbiamo andare via? "Home sweet home..you know I'm a dreamer.." cantavano i Motley Crue negli amati States Of America..allora, noi giovani dovremo essere tutti sognatori? Chi non può lasciare la dolce casa, sognerà tutta la vita? è questo che vogliono dirci in Italia?! Spero di no, altrimenti inizio a crederci veramente e l'unico consiglio resta quello di EVADERE!


Valentina Vannelli

" E' arrivato il Circo! Venite bambini! "

Il Circo è una tradizione che associamo ai paesi dell'est Europa.
In verità, il circo nasce nell'Antico Egitto sotto i comandi della regina Cleopatra, trasferito poi nella Roma dei grandi imperatori e ben diverso da quello che intendiamo noi oggi.
Il Circo Massimo ed il Colosseo, monumenti che rendono celebre la nostra capitale in tutto il mondo, accoglievano le corse con le bighe; i gladiatori (uomini addestrati a combattere per divertire il popolo romano, il quale con il famoso “pollice verso” decideva la sorte del vinto) e le “esibizioni” che consistevano in lotte fra schiavi e fiere.
Oggi il Circo diverte con gli animali addestrati (purtroppo, tenuti in cattività), fa ridere con i buffi pagliacci e ci sorprende con la magia e la contorsione degli acrobati. Non necessariamente per rilassarci dobbiamo ricorrere a soluzioni...macabre e violente come facevano dell'Antica Roma!

"..ta-ta-ta-ra-ra-ta-ta-ta.." insomma, quante volte, sopratutto in estate vi è capitato di sentire dal giardino di casa, la famosa musichetta che faceva da melodia ad una voce profonda, simile a quella di Mangiafuoco? "è arrivato il Circo! Venite bambini!" ..sicuramente una marea di volte!

Il Circo fin da bambina mi ha sempre affascinato, soprattutto la bravura degli artisti.
Ci sono i giocolieri, abili e precisi nella manipolazione delle palline colorate, le fanno volare e sembrano essere attaccate l'una con l'altra con un filo trasparente...c'è chi persuade il pubblico con piccoli spettacoli magici...sicuramente il "trucco" sarà una sciocchezza, ma preferisco conservarmi lo stupore dell'incanto: fare uscire un coniglio dal cappello..ma come si fa?? il mago, che divide in due la sua valletta?! rimarranno sempre un mistero per me...
Gli spettacoli legati alla tradizione circense, tutt'oggi ci sono grazie ai tenebrosi Gitani, discriminati con il termine "Zingari" (gli intoccabili) gente che vive e spesso fa spettacolo in strada per guadagnare denaro e cibo per arrivare al giorno dopo. A piedi nudi sulla via sterrata, suonano chitarre e fisarmoniche che accompagnano una voce fioca, nel mentre le donne danzano facendo suonare i monili che indossano.
Gli "intoccabili" sono "(...) quindi un popolo che gira il mondo da più di 2000 anni, afflitto o affetto - io non so come meglio dire, ma forse semplicemente affetto - da quella che gli psicologi chiamano “dromomania”, cioè la mania dello spostamento continuo, del viaggiare, del non fermarsi mai in un posto. E’ un popolo, secondo me, che meriterebbe - per il fatto, stesso, che gira il mondo da più di 2000 anni senza armi - meriterebbe il premio per la pace in quanto popolo. Purtroppo i nostri storici - e non soltanto i nostri - preferiscono considerare i popoli non soltanto in quanto tali ma in quanto organizzati in nazioni, se non addirittura in stati, e si sa che i Rom - non possedendo territori - non possono considerarsi né una nazione né uno stato. Mi si dirà che gli zingari rubano; è vero, hanno rubato anche in casa mia. Si accontentano, però, dell’oro e delle palanche; l’argento, per esempio non lo toccano perchè secondo loro porta male, lascia il nero - quindi vi accorgete subito se siete stati derubati da degli zingari. D’altra parte si difendono come possono; si sa bene che l’industria ha fatto chiudere diversi mercati artigianali, buona parte dei Rom erano e sono ancora artigiani, lavoratori di metalli (in special modo del rame), addestratori di cavalli e giostrai - tutti mestieri che, purtroppo, sono caduti in disuso. Gli zingari rubano, è vero, però io non ho mai sentito dire - non l’ho mai visto scritto da nessuna parte - che gli zingari abbiano rubato tramite banca. Questo è un dato di fatto.” " spiegò Fabrizio De Andrè in un discorso tenuto durante uno dei suoi concerti, e direi che c'è anche poco da commentare: è la verità!
Ad essere sincera tutta questa discriminazione non la capisco proprio: va bene, c'è chi pensa che ognuno è giusto che stia a casa sua, ovvio, ma non credo sia un'ottima idea fare di tutta l'erba un fascio, perchè come ci sono zingari che rubano, ci sono anche italiani, europei, asiatici ed americani... Qualsiasi uomo, di qualsiasi nazionalità può rubare ed essere un delinquente! Non vi pare? Allora, perchè "alcune mentalità" non concepiscono questo piccolo dettaglio?! Non sto parlando di terre o lavoro, o di come una cultura si guadagna da vivere, ma solo di educazione e rispetto verso il prossimo, attenzione!


Valentina Vannelli

Esattamente 40 anni dopo..

Passati quarant anni, sembra un caso.. è un caso?
Caso vuole (buttiamola sul caso) che dopo quarant anni esatti, si torni in piazza.
La mamma mi diceva sempre "Dimitri.. non c'andare, che poi succede casino! guarda, ci son passata anch io, e ti posso assicurare, non serve a niente..purtroppo"
Era Ottobre. 2008. Giornate grigie, incessantemente piovose..
Buona parte, grande parte, una parte incalcolata d'Italia era in fermento.. c'era da scendere in piazza, e c'era un motivo.
Qualcuno voleva derubarci del nostro futuro, voleva portarci via (di nascosto) tutto quel poco che avevamo, e che abbiamo adesso.. ovvero la cultura: una carta da giocare al momento giusto per lavorare, o più semplicemente, un qualcosa che ti rende la vita, e la mente, più aperta.
La mamma non aveva tutti i torti, ma io in quel casino ci volevo essere.
Che giorni però.. "tutti uniti contro la riforma Gelmini"..ecco, io partirei da un punto base ovvero:
"una riforma si chiama tale quando riforma, non distrugge"
Detto questo, scusate ma sentivo di dirlo (stavo male) vi parlo di quei giorni.
Il ministro Gelmini proponeva in modo molto "democratico" una riforma che prevedeva tagli ingenti al sistema scolastico pubblico, nonchè la trasformazione progressiva di molti istituti statali in privati, con il conseguente (e intuibile) sbarramento nei confronti degli studenti con meno possibilità economiche.
Ecco fatta questa breve premessa (scusate ma ho dovuto "tagliare" molti altri punti della riforma) ..adesso è più comprensibile tutto il "gran casino" che ne è uscito.
Classi deserte, scuole deserte, professori (la maggior parte) uniti agli studenti nei cortei.
Presidi in tutte le piazze di tutti i paesi, dai paesini arroccati fino alle grandi piazze delle grandi città.
Treni affollati, studenti colorati, pigiati, felici e nel contempo incazzati, e neanche poco.
Treno delle 8:00 per Firenze.. tutti a Firenze!
..Io non ho mai visto in tutta la mia vita così tanta gente tutta insieme camminare unita lungo le vie di Firenze.. dal di fuori: uno spettacolo unico.. ma aveva un senso tutto questo.
Nacquero nuovi amori.. e qualcuno già l'aveva (come me) ..Camminare e cantare, abbracciati, sotto la pioggia è qualcosa che ti rimane dentro..
Giornate così furono, alla fine, una manciata.. una settimana tra tutto.
Poi?
Nient altro.
Entusiasmo spento..
La riforma, nel frattempo, è passata.

Comunque, mamma.. non è vero.. a qualcosa è servito.
Qualcuno diceva "Se vogliamo che avvenga la rivoluzione, occorre che essa inizi prima di tutto dentro di noi" ..ed è davvero così.


Dico io.. e voglio dirlo: Come si fa ad andare avanti, seguendo certe idee, quando l'intero popolo si dimostra contro? Come si fa ad avere il paraocchi, ricoprendo posizioni simili nella società?

..E poi si parla di Democrazia..

Credo.. credo che tutto questo non sia andato perso, non sia stato del tutto invano e senza senso..
Credo che, in ognuno di noi sia rimasto qualcosa di vivo.. che tutto questo ci abbia fatto crescere, prendere coscienza dei propri mezzi, e della forza che possiamo avere, se siamo tutti insieme.
Tutto questo rimane dentro di noi, e nessuno riuscirà mai ad estirparlo, con nessun metodo possibile..
Credo altresì nella coscienza.. e credo che ognuno di noi ce l'abbia.. e allora sfido una persona.
Sfido una persona, domandandogli:

Tu.. hai la coscienza pulita? Senti di aver preso una decisione condivisa?



Dimitri Rossi

Lettera ad un Futuro (in)esistente.

Caro Futuro,
certo che ci vuole coraggio per poter credere ancora in te. Eppure, sin da quando ero bambina, mi hanno sempre incoraggiato ad aver fiducia, a pensare che un giorno, nel Futuro, si sarebbe sistemato tutto.
Dopotutto un pò di quella speranza c'è ancora nel mio cuore, ma si affievolisce ogni giorno di più. Siamo persone, viviamo di emozioni, sogni e speranze, eppure non riusciamo, non riesco, a credere in te. Ironia della sorte.
Quando qualcuno si trova ad affrontare una situazione delicata, tremendamente stressante, triste, subito pensa a te, al Futuro. Si fa forza grazie al pensiero che un giorno tu risolverai tutto, un giorno, sicuramente, grazie a te andrà tutto meglio. Sei, per certi versi, peggio di un Dio. Non possiamo non credere in te, eppure spesso non esaudisci neanche una piccola briciola dei nostri desideri.
Sei fugace come il vento tra gli alberi, sei silenzioso. Non ci accorgiamo di vivere in te ogni giorno.
E, di certo, questa società non ci aiuta ad aver fiducia. Questi "anni zero", come li hanno chiamati, hanno visto eventi catastrofici, devastanti. Farebbero perder il sorriso anche a un bambino dinanzi a un distributore di caramelle giganti.
Ti rendi conto che noi, noi giovani, siamo il Futuro di questo mondo?Come possiamo migliorare questa società, questo Stato, questa vita, se prima di tutto non crediamo nelle nostre capacità, se non crediamo in te?
Dal 2000 ad ora, 30 Dicembre 2009, hanno portato via tante di quelle speranze. Ci vuole passione per poter credere ancora in te, passione e forza di volontà, ma a volte questa viene meno.
Io ho passione per quel che faccio, ho forza di volontà, eppure a volte mi sembra di non riuscire a concludere niente, solo aria. Sembra che tu voglia per forza sopprimere ogni sforzo delle persone che, come me, costantemente mettono tutta la loro essenza in quel che fanno.
Futuro, ma tu esisti?Esisti o sei solo un riadattamento del passato?Dovremo abituarci all'idea di convivere ogni giorno con guerre sempre più ingiuste e dannose, sprechi di denaro devastanti, distruzione della natura sempre più frequente, oppure ci resta ancora uno spiraglio di luce?
Come vedi ho tante domande, ma nessuna risposta.
Se penso ad un bambino ucciso in mezzo a degli scontri tra civili e soldati in Afghanistan, mi dico che no, non c'è futuro, non può esserci un futuro migliore di questo presente in una terra ingiusta come questa.
Se, invece, penso alla mia famiglia, ai miei amici, alle persone che anche con un semplice sguardo riempiono la mia vita giorno dopo giorno, quel piccolo spiraglio si riapre, e timidamente entra un raggio di flebile luce.
Fondamentalmente non è con te che sono in collera, Futuro , quanto con i "grandi capi" che distruggono tranquillamente giorno dopo giorno ogni splendida cosa di questa terra, di questa Vita, noncuranti del fatto che, un giorno, noi ci troveremo a dover fare i conti con i loro errori.
E' il menefreghismo, l'indifferenza, che ci distrugge.
Il pensare che, se non sono io a pagarne direttamente le conseguenze, posso benissimo commettere il più atroce dei crimini.
Mi piacerebbe, un giorno, che tutti i bambini e i giovanissimi a cui voi state togliendo tutto, dalla famiglia alla casa, o per motivi "bellici", o per pigrizia, si presentassero davanti alla loro casa. Forse allora riuscirebbero a vedere nei Loro occhi quello che non riescono a vedere quotidianamente: la distruzione.

Francesca Cimò

Cosa c'è dietro la Musica..

Si, adesso inizio a parlare di qualcosa che mi sta particolarmente a cuore (e chi l'avrebbe mai detto..?) ovvero di musica.. o meglio: parlerò di cosa c'è dietro a un gruppo, ad una band.
Riesco a parlare di questo perchè fondamentalmente vivo di questo.. (oltre ad altre passioni, come questo stesso blog).
Spesso, quando cammino per strada, o più semplicemente parlando del più e del meno con amici e conoscenti, mi ritrovo a dover rispondere ad una domanda, una sola, apparentemente normale, ma dalla risposta spesso e volentieri "incompresa"..
Mi domandano: "ma te.. che lavoro fai?" ..io rispondo semplicemente: "studio, e lavoro come musicista".. domanda e risposta apparentemente normali.. ma il punto arriva adesso, quando mi domandano nuovamente: "Si.. ma che lavoro fai?"...
Ecco.. Questa domanda spiega molto.
Spiega molto sulla poca cultura e propensione all'arte che l'italiano medio ha.. dico "italiano medio" perchè ho avuto modo di conoscere altre realtà (europee.. stiamo vicini che è meglio) e la mantalità, beh.. cambia da così a così, in questi termini.
Strano, vi viene da pensare.. vero? Già.. strano, molto strano.. Come può esserci questa "mancanza" (si, è una mancanza) in Italia?
L'Italia.. terra di cultura millenaria, terra che ha dato natali a personaggi storici, culla dell'arte da sempre... Questa stessa Italia, oggi si ritrova con una politica a dir poco vergognosa, in quanto a Arte e derivati.
Come è possibile? Sembra che sia così.. in Italia non esistono sbocchi professionali, incentivi nei confronti dell'arte..
Personalmente, vivendo questa condizione in prima persona, credo oramai che il nostro paese sia entrato in una mentalità fine a sè stessa, sterile, inconcepibilmente distante dal mondo dell'arte.. (e con il termine "arte" ovviamente voglio racchiudere tutte le varie ramificazioni, dalla visiva alle altre forme, tra cui ovviamente la musica)..
Questa mentalità porta l'Italia ad un inevitabile chiusura artistica, al contrario di altri paesi.

Come vive un'artista oggi in Italia? ..Io proporrei, di seguito, un'altra domanda, ovvero: "..ma qualcuno se lo domanda veramente questo?" ..perchè i dubbi iniziano ad affiorare..
Se qualcuno (posto a sedere, e rigorosamente a sedere, in alto..) si fosse domandato questo, almeno una volta, si sarebbe reso conto che quaggiù manca tutto: mancano garanzie, sicurezze, stabilità, soldi.
La sicurezza di un lavoro continuativo non esiste..
Pensate: nella sola mia provincia si contano circa duecento gruppi musicali emergenti, per così dire "underground", detta "all'inglese".. anche se là, in questi versi, stanno sicuramente meglio di noi e non hanno di questi problemi.
Duecento gruppi, mica noccioline.. eppure non esistono spazi entro cui farli esibire.
Adesso non voglio certo stare quì a raccontarvi com è l'economia di una band, però una cosa è certa.. ci vuole coraggio, e appoggi esterni (vale a dire altre fonti di guadagno), perchè il cash varia molto, alti e bassi, e questo non può dare quella ricercata stabilità economica, che ti permette di andare alla Coop tranquillo e pagare il gas.
..e poi ci vuole tanto amore.
Che dire.. io suono nella mia band, lavoro parecchio, sudo e sono felice di sudare per quello che amo fare.. credo che suonare (sul serio, s'intende) sia un pò come una sfida da affrontare ogni giorno, e che l'arte sia un qualcosa di fondamentale, e non "superfluo" come son convinto pensano in molti (soprattutto là in alto) .
Proviamo, per un attimo, ad immaginare un mondo senza la musica..
Proviamo, per un attimo, ad immaginare un mondo senza arte..
Onestamente non ce la faccio.. la mia mente non concepisce: dunque, se la mente umana non concepisce e non "ci arriva", non vedo il senso di questa assurda politica tutta italiana.
Se tu, che adesso stai leggendo, occupi una qualsiasi poltrona che ti dà la facoltà di parlare e di essere ascoltato, beh.. parla, agisci, fai qualcosa.. l'Italia ha bisogno di tornare quella che era, ovvero la culla mondiale dell'arte.. ma, perchè sia questo, c'è bisogno di una politica seria, che garantisca all'artista delle certezze, che incentivi all'arte, o magari che non la allontani dalla gente.

Adesso.. osservate e leggete questa proposta di legge "Una legge per la Musica"

http://www.unaleggeperlamusica.it/

Questa proposta di legge è un'iniziativa di tutti i consiglieri appartenenti a tutti i gruppi consiliari della Regione Toscana.. una bellissima iniziativa, che ha come sostenitori tutti gli artisti toscani, dai Negrita a Jovanotti, da Piero Pelù a Irene Grandi, e via così.. migliaia di altri nomi.

Se la musica infonde serenità, la vita nel mondo è migliore, o magari un sorriso in più nella faccia di qualcuno..


Dimitri Rossi

Storia di Natale: da Charles Dickens a...Trenitalia


La storia: «Privo di biglietto perché impossibilitato a farlo mostra i soldi al controllore. Ma viene costretto a scendere dalla polizia ferroviaria».

Appena ho capito di cosa trattasse l'articolo di Shulim Vogelmann mi è venuta in mente Ebenezer Scrooge, l'avaro protagonista del Canto di Natale di Charles Dickens. Ma credo che al confronto della storia che sto per raccontarvi, anche lui avrebbe avuto un briciolo di umanità in più.

Il 27/12 su uno degli Eurostar Bari-Roma sale un ragazzo, disabile, senza biglietto. Succede tante volte, d'altronde. Non è né il primo né l'ultimo a farlo. E come prassi il controllore – una giovane ragazza ben truccata, di venticinque anni (tenete a mente l'età, ci tornerò in seguito) – svolgendo l'attività per cui è pagata, si trova a chiedere il biglietto al ragazzo. Una persona normale, indipendentemente dalle funzioni che svolge, si renderebbe conto che quel caso in particolare va trattato “con prassi diversa”. Come nella migliore tradizione italiana, invece, l'autorità predisposta non si discosta minimamente da ciò che le viene imposto dal regolamento: un sovrapprezzo di 50 euro (più il prezzo del biglietto). C'è una cosa che mio padre – ferroviere “di lungo corso” - mi ripete spesso quando gli racconto la mia vita “da pendolare”: questi ragazzi, le nuove leve di Trenitalia, vivono con le stesse paure di un operaio o di qualunque lavoratore dipendente in questo paese: il rinnovo del contratto. Per cui gli viene in pratica fatto il lavaggio del cervello dai padroni (quegli stessi che pretendono che i viaggiatori si portino panini e coperte da casa invece che spendere soldi per portare il parco-treni, anche quello d'elite, ad un livello che possa almeno catalogarsi sotto la voce “decente”; ma questa è un'altra storia...) che li portano de facto a lasciare il cuore in stazione, come evidentemente ha fatto il personale di bordo in questa situazione. Ma si sa che il business, per Trenitalia, è l'unica cosa da perseguire, anche a Natale ed anche di fronte a casi come questo.

In realtà l'operato del personale è inappuntabile – a parte il non aver dato il numero di matricola al giornalista – perché si sono solo limitati ad applicare il regolamento. Ma almeno il Canto di Natale finisce con la “redenzione” di Ebenezer Scrooge, con Trenitalia niente happy ending. D'altronde business is business...


Andrea Intonti

C'era una volta la Costituzione Italiana.

Avete presente quelle favole che ci raccontavano da piccoli per farci addormentare?"C'era una volta, in un castello incantato nel mezzo di una foresta oscura, una bellissima principessa rinchiusa in una torre da una strega malvagia..."
Ecco, la Costituzione Italiana pare esser destinata alla stessa sorte. Chissà, magari tra un paio di anni i bambini, invece delle classiche storie di Biancaneve o Cappuccetto Rosso, si sentiranno raccontare la storia di questo leggendario "libretto" che una volta, molto tempo fa, conteneva i principi fondamentali che reggono uno Stato: dai diritti e doveri dei cittadini all'ordinamento del Governo, fino all'affermazione dell'uguaglianza tra uomo e donna.
Non che oggi questi famigerati "articoli" siano presi poi così sul serio. Un osservatore critico e oggettivo che si trovi ad osservare la situazione Italiana, con in mano proprio la nostra Costituzione, inizierebbe a ridere sin dall'articolo 2: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo", ovvero uguaglianza, libertà, diritto alla cittadinanza e così dicendo. C'è bisogno di commentare?
Sempre il suddetto osservatore, che io immagino come un uomo serio, dedito allo studio e poco al divertimento, avrebbe una vera e propria crisi di risate leggendo l'articolo 3: "Tutti i CITTADINI hanno PARI DIGNITA' SOCIALE e sono EGUALI davanti alla LEGGE, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese."
Questo articolo, che a mio avviso è uno dei più belli (perchè la nostra Costituzione, come quasi tutte le favole, è bella), è anche uno dei più costantemente calpestati. Mi viene in mente un certo Lodo Alfano, ma forse ho sbagliato io a leggere. Secondo quanto citato sopra, tutti i cittadini, politici e operai, premier e banchieri, attori e prostitute, sono perfettamente uguali dinanzi ad un tribunale. Così come è uguale un musulmano da un cristiano.
Decisamente ho confuso Stato.
Il nostro osservatore però, una volta tornato serio, continua a scorrere tutti i vari articoli, fino al numero 19:" Tutti hanno diritto di professare LIBERAMENTE la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purchè non si tratti di riti contrari al buon costume"
Sogno oppure a Milano la Lega regalava panettoni e vino dolce a tutti i cittadini che firmavano contro la costruzione di una nuova moschea?
Sogno sempre, oppure qualche noto personaggio politico continua a dichiarare che i musulmani ci stanno invadendo, e che costruire moschee e permettere a loro di pregare è il primo passo per una "sottomissione"?
Passiamo oltre, è meglio. Il nostro acuto osservatore adesso sta leggendo l'articolo 11 che recità così:"L'Italia RIPUDIA LA GUERRA COME STRUMENTO DI OFFESA ALLA LIBERTA' DEGLI ALTRI POPOLI e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali "
E i soldati in Afghanistan?Ah già, "missione di pace". Ops, che errore.
L'articolo 21, poi, è una vera chicca per bongustai: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione. La stampa NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE ".
Ovvio.
Il nostro osservatore potrebbe poi continuare a sbellicarsi dal ridere leggendo i vari articoli 37, 38,48,139 e così via.
Ma non può certo morir dalle risate, è un uomo serio, lui!Serio e soddisfatto: ha finalmente trovato una fiaba da far leggere ai suoi figli in una fredda sera d'Inverno. Con una sola eccezione però: questa non pare avere un lieto fine.

Francesca Cimò

martedì 29 dicembre 2009

Dalle scimmie a...i giganti!

Mi risulta sempre bizzarro pensare che discendiamo dalle scimmie.
Nel corso degli stadi evolutivi la scimmia ha iniziato ad assomigliarci sempre di più.
Da "australopiteco" siamo passati a “homo habilis” e così via fino a noi: "homo sapiens sapiens".
Ma l'evoluzione dell'uomo, se la si vuole chiamare così, non è ancora finita..
.." l' antropometria ", scienza che “misura l'uomo”, ha evidenziato che lo sviluppo umano non è avvenuto costantemente nel corso dei millenni, ma prevalentemente nell'ultimo secolo... perchè tutto insieme? Questo fenomeno di crescita, inteso come aumento della costituzione fisica ed dell'altezza, è dovuto dal miglioramento delle nostre condizioni di vita. La pozione magica sta nel benessere di vita comune, il progresso della medicina, l'incremento economico e alimentare..se stiamo bene aumentiamo di volume!
Dati Istat dimostrano che nella seconda metà dell'ottocento la statura media era di 1,62 m, dati recenti, del 1996, affermano che ora la statura media è di 1,75 via crescendo..siamo aumentati di ben 13cm in meno di un secolo! Continuando di questo passo, gli scienziati prevedono che nel 3000 la statura minima dell'uomo sarà di 2 metri!!!
L'abbigliamento sempre più tecnologico, indebolirà la cheratina, la proteina responsabile della crescita dei peli, il cranio tenderà ad aumentare di volume, arrotondandosi (secondo il processo di brachicefalizzazione), il cambiamento della forma del cranio non costituisce un adattamento all'ambiente, ma probabilmente è connesso all'aumentare del volume del corpo.
Dei pupazzi giganti, glabri e con la testa enorme gonfiati ad elio, che rumorosi vagano sulla terra, non so perchè ma ho questa idea dell'uomo del futuro...ma questi pupazzi invaderanno tutta la terra?

Non credo sia così, “il mondo è bello perchè è vario” per carità, ma il mondo sarebbe ancora più bello se tutti avessero le stesse possibilità!
Secondo questa teoria l'evoluzione fisica “colpirà” solo gli abitanti dei grandi paesi sviluppati, guardando con gli occhi di oggi, le terre abitate da questi giganti saranno: America del Nord, Europa ed Australia..e gli altri paesi?! ..i paesi emergenti, come India e Cina, Nord Africa ed Sud America tenderanno ad ingigantirsi, cercando di raggiungere l'altezza degli altri, con il miglioramento economico, probabilmente il benessere è garantito.
A questo punto mi chiedo, ma i paesi del terzo mondo? I paesi che “lavorano” per le multinazionali? Avranno mai la possibilità di crescere? O saranno i “Lillipuziani” del futuro? O forse è già così..?
Forse, immaginarsi un mondo abitato da giganti felici e contenti resterà sempre un'utopia.


Valentina Vannelli

La guerra, le ingiustizie, l'indifferenza..in una parola, la vita.

"Cara figlia mia,
Quando penso a te, ti vedo davanti a me nel chiaro sole estivo, così come ti ho visto durante le nostre innumerevoli gite. Non avere nostalgia del passato, ciò che era non tornerà mai più. Guardare indietro non ha scopo e non fa che paralizzare le tue forze. "Guardare in alto, spingersi in avanti..." Fa sempre ciò che ritieni giusto, non ti lasciar persuadere contro la tua profonda convinzione a compiere degli atti che ritieni sbagliati. fa sempre subito quello che ritieni necessario, senza rimandare. Ogni esistazione si sconta. Sii sempre coi tuoi pensieri nel presente, non perderti nei sogni. per quanto utile e preziosa sia la fantasia, l'averne troppa significa essere ostacolati nella realtà dei propri pensieri, essere condotti in un vicolo cieco. Il senso della vita è VIVERE. Vivere il meglio possibile. L'ulteriore significato devi darlo tu stesso alla tua vita. Credimi: chi vive solo per se, chi solo per se cerca la felicità, non vive bene, e nemmeno felicemente. L'uomo ha bisogno di qualcosa che sia sopra alla cornice del proprio "io", che sia sopra allo stesso "io". "noi" è di più rispetto ad "io".Quando ti accorgi di aver fatto un torto a qualcuno, non ti vergognare di fare di tutto per porvi rimedio. Vedi, ecco cosa ne viene: esser sempre pronti ad imparare, a riconoscere i propri errori e, ancora più importante, a combatterli."

Questa lettera, contenuta nel libro "Lettere di condannati a morte della resistenza europea", è stata scritta da un padre nella sua cella della prigione di Morzinplatz di Vienna nel 1942, dove era stato rinchiuso poichè militante del partito comunista, condannato a morte e decapitato poi nel Gennaio del 1943. Mi ha veramente colpito, non solo per la dolcezza con cui il padre (Rudolf Fisher) si mostra sereno nei confronti della morte inevitabile, ma soprattutto perchè mi ha fatto pensare al concetto di guerra, di tolleranza. Quante persone, uomini e donne, padri e vedove, operai e dottori, anziani e studenti, sono stati uccisi brutalmente nel corso di una guerra?Tanti, troppi. Per cosa? Per chi? Per quale piano? Ogni volta che leggo testimonianze di persone uccise per i loro ideali, per il colore diverso della pelle o persino per la diversa fede religiosa, provo rabbia, odio, frustrazione. Penso alle persone che ancora oggi celebrano la guerra come qualcosa di giusto (vi assicuro che esistono persone che, ad esempio, vorrebbero una guerra per mandar via gli stranieri dall'Italia). Penso alle SS, alle Gestapo, ai militari che andavano in giro a caccia di Ebrei, Omosessuali, Comunisti, Down. E' giusto chiamarli uomini? Dove trovavano il coraggio di sparare a dei bambini, a degli innocenti? E ancora, perchè oggi siamo così menefreghisti? Perchè non ci interessa sapere che in Afghanistan un kamikaze si è fatto esplodere uccidendo 13 bambini o che in America dei poliziotti hanno massacrato di botte un Africano?Dov'è finito il senso della giustizia?
Si parla tanto, in questi giorni, del clima di odio, dell'amore che vince sempre su tutto. Mi riesce difficile, guardando la televisione, leggendo i giornali, pensando a tutti gli innocenti che si trovano a dover convivere con la morte giorno dopo giorno, crederci. Eppure vorrei davvero svegliarmi una mattina ed avere la certezza che l'Amore, il senso del Rispetto, la Pace, un giorno placheranno questi ingiusti confilitti. Perchè non c'è altro modo, se non ingiusti, per definirli.
Anche la parola "ingiustizia" ha un significato strano. Se ci passano davanti mentre siamo in fila alle poste, siamo pronti a chiamare anche l'esercito. Se, invece, vediamo persone violente usare violenza contro degli stranieri, o contro le donne, voltiamo il capo.
Bella coerenza, non c'è che dire.
Ma dopotutto dobbiamo stare tranquilli, lo dice anche Ligabue no? "niente paura, ci pensa la vita, mi han detto così".
Speriamo.


Francesca Cimò

L'energia eolica: impatto zero (secondo alcuni però non è così..)


Chiudiamo gli occhi e immaginiamo..
Immaginiamo uno stato, un territorio, che riesce a prodursi energia senza inquinare e in modo silenzioso.. immaginiamo uno stop delle emissioni nocive.. immaginiamo.. immaginiamo.. ecco, non ci resta che immaginare.
La realtà è tutta diversa: l'energia eolica in Italia è snobbata.
..Perchè?
C'è chi accusa le pale eoliche di un enorme inguardabilità, per niente adatte a convivere in un territorio come il nostro, chi invece le accusa per la loro capacità "omicida" nei confronti degli uccelli.. chi ancora crede nella loro totale inutilità.

Ok, partiamo dall'inizio.. ovvero: capiamo cos è l'energia eolica.

L'eolica è una tecnologia in grado di trasformare l'energia cinetica del vento in energia elettrica.

La domanda è.. perchè gli altri paesi europei (vedi ad esempio la Germania, ed altri in Europa) posseggono questa tecnologia, e noi no?
Prima parliamo di sostenibilità, di energia pulita, magari occupando intere trasmissioni tv parlando di questo argomento, e poi, al momento dei fatti, nessuno si decide..
Vediamo le cose come stanno veramente: nel sud Italia sono presenti migliaia di pale (vedi in Puglia), tuttora ferme, bloccate, immobili.
Dov è il senso?
Come tutti già sappiamo, al sud i problemi non mancano (...) inutile passarci sopra.. però, se "continuassimo a immaginare", potremo immaginare un Sud Italia che finalmente fa da portabandiera a una causa mondiale, quale il surriscaldamento del pianeta.
Migliaia e migliaia sono gli ettari (da secoli e secoli) lasciati incolti, in stato di latifondo.. perchè non sfruttarli al meglio?
Beh, di terreni incolti e lasciati a loro stessi ce ne sono parecchi anche un pò più a nord.. perchè non sfruttarli al meglio attraverso pale eoliche?
Almeno in queste zone non co dovrebbero essere quei problemi prima citati.. e invece, niente.
Pale eoliche, ok.. per non pensare poi ai pannelli fotovoltaici.. il vero futuro a portata di mano.
Ora, per favore, vediamo di non stare a perdere tempo prezioso nel cercare "possibili" controindicazioni e punti a sfavore, solo per occupare spazi giornalistici di scarso interesse e veramente monotoni..

Lo so, lo capisco.. è difficile pensare ai problemi del pianeta, perchè siamo veramente troppo presi dai problemi personali, più o meno dai soldi, dagli amori finiti o che cominciano.. e da mille altre cose.. però vediamo di fare qualcosa di concreto, almeno il nostro piccolo, almeno per vivere con la "coscienza pulita", sebbene in un mondo sporco.. Già sarebbe un enorme passo avanti.


Dimitri Rossi



People have the power.. "Alla conquista del Mondo"

In realtà le virgolette potrebbero pure esser tolte, poichè questo è un dato di fatto..
Semplici blogger da ogni parte del mondo riescono a dire la loro, e quì viene spontaneo pensare ai territori martoriati da regimi e dittature.. uno a caso, l'Iran.
In queste situazioni particolarmente disperate e oppresse, anche la rete internet è destinata a una fortissima censura e repressione, con pene severe.. H., un giovane iraniano, è stato condannato a quattro anni di carcere solo per aver contestato lo stato e l'Islam attraverso un blog.. H, uno come tanti..
Il blog come strumento di democrazia.. a volte si tenta di soffocarla attraverso questi metodi, ma la verità è una: un regime non riesce di certo a zittire migliaia e migliaia di persone..
Il blog (dato di fatto) sta dunque combattendo e contrastando efficacemente anche le dittature più crudeli.. ci sta riuscendo..
Migliaia sono i blog che decidono di spendere due parole in un post per questa causa, e noi vogliamo unirci a tutti loro.. perchè crediamo nella forza delle parole e della democrazia..
Ad alcuni tutto questo può sembrare un'utopia, noi crediamo il contrario.. ne dà un chiaro esempio la stessa opera di contrasto che si è creata tra stato e popolo, l'attenzione che viene data ai blog per così dire "non graditi"da parte dei tiranni, col tentativo di affossarli.
Ci affidiamo, tutti insieme, alla grande potenza della rete.. rete tra popoli, s'intende.. quello è il vero senso.

In internet, a inizio 2008, si contavano più di 112 milioni di blog. Poi hanno smesso di censirli.
La blogosfera contiene di tutto: dopo 10 anni è un essenziale mezzo d'informazione.

Intanto,solo ieri in Iran, sono 15 i morti negli scontri avvenuti in piazza..
Adesso, per capire meglio gli ultimi avvenimenti di Teheran, analizziamo le "tappe" di questi scontri:

20 Dicembre: L'Ayatollah riformista Montazeri muore, nella città di Qom, all 'età di 87 anni.
21 Dicembre: Viene sferrato un attacco, da parte dei miliziani basiji, nei confronti di migliaia di
manifestanti dell'opposizione, durante i funerali dell'Ayatollah.
26 Dicembre: Alla vigilia della festività dell'Ashura, nuove proteste a Teheran e in altre città del paese.
27 Dicembre: Rivolta a Teheran: repressione da parte della polizia e dei pasdaran, con spari sulla folla.


"Il popolo vuole la democrazia.." presto, secondo l'ex premier iraniano Bani Sadr, il popolo avrà la meglio, proprio perchè la sua forza non potrà essere fermata dal regime di Khamenei.. perchè la forza del popolo è incontrollabile e devastante.

"People have the power" canta Patti Smith...



Dimitri Rossi

lunedì 28 dicembre 2009

Alle prese con la "libertà.."

Che dire, avrei una marea di cose da raccontare: potete immaginare!
Con questa splendida idea avremo modo di conoscere il mondo con occhi giovani e curiosi, non vi elettrizza il fatto di essere in qualche modo "liberi" da tutto?!
..nè pareti, nè confini, nè catene solo verità e democrazia!
La NOSTRA informazione lo sarà senza dubbio!


Valentina Vannelli

Ci siamo..

Ci siamo.. ore 18:51 di questo piovosissimo lunedì 28 Dicembre 2009.. Pochi giorni dall'inizio di un nuovo anno, è appena nato un nuovo blog..
L'emozione è parecchia, perchè avrò, anzi avremo, modo di parlare tra noi, come se fossimo tutti a chiacchierare in un salotto..
Tutto questo grazie alla possibilità che avete di lasciare commenti ad ogni notizia, di poter dire la vostra in ogni momento.
L'Occhio del Ciclone vuole parlare, parlare.. Parlare liberamente di tutto, dalla cronaca alla politica, dalla musica allo sport fino ai nuovi stili di vita e tendenze.. il tutto in chiave giovane, innovativa, libera, democratica, cosmopolita.. con stile.
Sono veramente elettrizzato e scalpito dalla voglia di scrivere su questo blog..
Vogliamo essere "qualcosa di diverso", un'alternativa valida alla solita informazione "telecomandata", qualcosa di nuovo.. noi ci crediamo.


Dimitri Rossi

Presentiamoci!


Non è facile iniziare a scrivere un post di presentazione, ma ci proverò.
Innanzitutto vorrei dire che questo blog nasce da un'idea di ragazzi giovani, e questo,a mio parere, non è un fatto da tralasciare. Viviamo in un mondo dove i giovani sono spesso trascurati, ignorati, non ascoltati. Noi però ci siamo, ci siamo e vogliamo farci sentire. E questa non è una cosa da poco. Vogliamo crescere, farvi capire com'è la realtà vista con i nostri occhi, gli occhi liberi e indipendenti dei ragazzi. Questo blog è vitale,sincero,diretto, per niente superficiale. E' un pò lo specchio della nostra anima. E noi siamo ben felici di mostrarvela.



Francesca Cimò



Offrici una Pizza! :)